La motivazione: Per aver promosso e consolidato sinergie e integrazioni tra la rete delle aziende idriche del Veneto, favorendo lo sviluppo degli investimenti sul territorio.
Il premio Manager Servizio Idrico di Agici, alla prima edizione, è stato conferito dai componenti dei Comitati della Rivista Management delle Utilities e delle Infrastrutture (MUI) a Monica Manto, Presidente di Viveracqua “per aver promosso e consolidato sinergie e integrazioni tra la rete della aziende idriche del Veneto, favorendo lo sviluppo degli investimenti sul territorio”.
La cerimonia di premiazione si è svolta questa mattina a Milano, a conclusione del VI Workshop Annuale OSWI “Il PNRR: Un’occasione da non perdere per condurre il settore idrico verso l’eccellenza”, durante il quale sono state identificate e discusse le scelte di investimento e le opportunità di sviluppo del settore idrico, mettendo attorno al tavolo i gestori del SII, protagonisti dell’assegnazione dei fondi PNRR e il mondo tecnologico e finanziario, in grado di supportare il settore nelle scelte di investimento e nel processo di innovazione.
Monica Manto dal 2020 è Presidente operativo di Viveracqua e da 12 anni alla guida di acquevenete. In Utilitalia è attualmente componente del Consiglio Direttivo Acqua, dopo un’esperienza come componente della Commissione dei Garanti e da febbraio 2023 ricopre il ruolo di Coordinatore della Commissione Acque Potabili.
“Ringrazio i Comitati della Rivista MUI per il riconoscimento di questa prima edizione del premio Manager Servizio Idrico e per la motivazione che lo ha sorretto: ne sono onorata, orgogliosa ed emozionata. Efficace tutela della risorsa idrica, adattamento ai cambiamenti climatici, gestione efficiente dei fanghi da depurazione sono le direttrici su scala superiore a quella d’Ambito ottimale sulle quali si è recentemente cementata la squadra dei gestori idrici del Veneto. Creando uno spazio sicuro per il dialogo aperto, sviluppando le competenze e le capacità dei singoli, incoraggiando soluzioni innovative, anche fuori dagli schemi, abbiamo inciso reciprocamente nella nostra cultura aziendale, favorito un continuo e veloce miglioramento e stretto un patto chiaro con il territorio per una spinta agli investimenti decisa, sostenibile e solidale. Si tratta di un appassionato e impegnativo lavoro di squadra e quindi condivido questo premio con Carlo Pesce, Giancarlo de Carlo, Marco Bacchin, Andrea Chiorboli, Luigi Culpo, Pierpaolo Florian, Roberto Gasparetto, Domenico Lenzi, Silvio Peroni, Alberto Piccoli, Andrea Razzini, Carlo Alberto Voi e tutti i colleghi che sono parte di questo percorso.”
Si rinnova la collaborazione tra Viveracqua e Università Ca’ Foscari.
Per il secondo anno consecutivo sosteniamo la formazione di futuri professionisti nell’ambito della tutela e della gestione della risorsa idrica.
L’occasione è data dal Master Universitario di I livello in Tutela e gestione della risorsa idrica (a.a. 23/24) dell’Università Ca’ Foscari di Venezia – Dipartimento di Filosofia e Beni Culturali, a cui abbiamo dato un contributo sia strategico che operativo, a partire dall’elaborazione del piano didattico.
Le iscrizioni saranno aperte fino al 15 gennaio 2024 e l’avvio delle lezioni è previsto il 16 febbraio 2024.
Per progettare e gestire la filiera idrica sono necessarie infrastrutture e tecnologie all’avanguardia ma anche figure professionali specializzate e motivate.
I rapidi cambiamenti che riguardano l’ecosistema, il contesto competitivo, i processi aziendali e il quadro normativo richiedono alle organizzazioni del settore idrico capacità di adattamento e di risposta sempre più veloci. Con la definizione di specifiche competenze, ruoli e percorsi formativi è possibile identificare e colmare i gap tra situazione attuale e futura, allineando domanda e offerta di lavoro e rispondendo alle sfide legate alla transizione ambientale.
Il Master di I livello in Tutela e gestione della risorsa idrica punta su un approccio trasversale e interdisciplinare al tema dell’acqua e spazia tra moduli giuridici, economici, ingegneristici, ambientali e finanziari nonché etici per fornire tutte le competenze necessarie a operare efficacemente nell’ambito del servizio idrico integrato e, in generale, della tutela della risorsa idrica e del territorio.
«Il Master Universitario di I Livello in Tutela e Gestione della Risorsa Idrica», ha spiegato Marco Olivi, docente dell’Università Ca’ Foscari e Direttore del Master, «intende sviluppare un percorso didattico per formare, in chiave interdisciplinare, esperti in tutela della risorsa idrica nonché in gestione del servizio idrico integrato. Si tratta di un profilo attualmente assente dall’ambito delle professioni giuridico-scientifiche e tecniche fornite dai tradizionali corsi di laurea e post lauream, ma necessaria in relazione ai bisogni delle istituzioni e delle aziende».
Il programma del Master, a cui hanno partecipato, come docenti, anche alcuni responsabili tecnici delle aziende aggregate in Viveracqua, prevede un percorso che, partendo da nozioni giuridiche generali di diritto ambientale, definisce strategie e piani d’investimento per la gestione sostenibile della risorsa idrica.
«La tutela dell’acqua e dell’ambiente nel suo complesso poggia sul lavoro motivato delle persone», ha commentato Monica Manto, Presidente di Viveracqua. «Il nostro obiettivo è motivare e coinvolgere i giovani talenti per cogliere opportunamente tutte le sfide che il futuro ci riserva».
Il Master inviterà a partecipare da febbraio 2024 a febbraio 2025 un massimo di 30 allievi e allieve. L’intero corso potrà essere fruito online, in quanto le lezioni in presenza si svolgeranno in modalità “duale”, consentendo a studenti e studentesse di essere presenti in aula presso la Ca’ Foscari Challenge School of Environment – Parco Vega o collegati da remoto. Inoltre il Master intende inoltre partecipare, se pubblicati, ai bandi INPS per l’assegnazione di borse di studio in favore di figli e orfani di dipendenti e pensionati pubblici nonché in favore di dipendenti pubblici.
A questo link è possibile scaricare il programma completo del Master e tutti i dettagli sulle modalità di iscrizione e di presentazione della domanda di ammissione.
Giovedì 29 e venerdì 30 giugno si è svolta l’Assemblea generale di Aqua Publica Europea, l’Associazione che riunisce 67 gestori idrici pubblici europei. Nel perimetro dell’Assemblea, diverse le occasioni di confronto e di dialogo per ideare e condividere proposte risolutive delle principali criticità legate al settore.
Il seminario, che è stato l’evento di apertura, si è svolto giovedì 29 nella prestigiosa Biblioteca Capitolare di Verona. A partire dall’analisi del nuovo Regolamento europeo 25 maggio 2020, 741/2020 (“Prescrizioni minime per il riutilizzo dell’acqua”), si è discusso della circolarità nel trattamento delle acque reflue con particolare riferimento al tema dei fanghi. Il confronto ha coinvolto oltre 160 persone tra dirigenti e tecnici di società idriche, docenti e alti funzionari istituzionali in rappresentanza di paesi europei ed extraeuropei, e membri della Commissione Europea. Ne è emerso un piano d’azione incentrato su regole comuni e condivise, modelli economici incentivanti e nuove tecnologie nei processi di depurazione e di affinamento delle acque reflue.
“Il trattamento delle acque reflue è essenziale per proteggere lo stato ecologico dei nostri fiumi, mari ed ecosistemi. L’adozione di un approccio circolare in questo settore offre reali opportunità nell’ambito della minimizzazione dei rifiuti, dell’agricoltura sostenibile e della produzione di energia” ha affermato Bernard Van Nuffel, Presidente di Ape e di Vivaqua, il gestore idrico di Bruxelles.
“L’approccio circolare richiede però un complesso mix di quadro normativo adeguato, innovazione e coordinamento tra parti interessate. Per questo è di fondamentale importanza il dibattito avviato nel corso dell’Assemblea”.
Dell’evoluzione degli impianti di depurazione ha parlato David Bolzonella, a capo della sezione di impianti chimici del Dipartimento di Biotecnologie dell’Università di Verona e tra i massimi esperti europei del settore. “Oggi non abbiamo più semplici depuratori ma vere e proprie bio-raffinerie in cui, accanto all’acqua, che è il bene primario recuperabile e riutilizzabile dal trattamento dei reflui fognari, si vanno a recuperare energia, attraverso il metano prodotto dalla digestione anaerobica dei fanghi di depurazione, e alcuni materiali, come i nutrienti, soprattutto l’azoto e il fosforo, ma anche la cellulosa e le bioplastiche, che possono essere riutilizzate nelle industrie di settore.
Per rendere possibile tutto ciò occorrono processi e tecnologie innovativi, sviluppati attraverso l’interazione tra il mondo della ricerca e dell’università e le aziende del ciclo idrico integrato. Inoltre serve un supporto economico e legislativo che accompagni questo cambio di paradigma e che renda i nuovi prodotti accettabili dal mercato. Questi, infatti, necessitano di normative chiare e standard definiti per entrare nella catena produttiva e per essere accettati da imprese, agricoltori e consumatori”.
Le parole del segretario di APE, Milo Fiasconaro, hanno invece sottolineato l’importanza di decidere un percorso condiviso per accelerare gli approcci circolari in favore non solo dell’ambiente ma anche del necessario recupero di risorse critiche come il fosforo. “La valutazione della direttiva sui fanghi di depurazione, appena pubblicata dalla Commissione europea, indica che in Italia la messa in discarica è ancora l’opzione di gestione più utilizzata, nonostante il suo costo ambientale e la conseguente perdita di nutrienti preziosi”, ha fatto notare Fiasconaro.
“Abbiamo però importanti competenze, scientifiche e industriali nei nostri territori. Quindi, è tempo di mobilitare queste risorse per accelerare il nostro passaggio ad un’economia circolare, che tuteli la salute, l’ambiente e le possibilità di sviluppo economico dei territori”.
A conclusione del seminario, durante l’Assemblea generale che si è svolta nel pomeriggio, sempre nella cornice della Biblioteca Capitolare di Verona, Roberto Mantovanelli, rappresentante di Viveracqua in Aqua Publica Europea, è stato nominato, dal board di APE, vicepresidente dell’Associazione.
“Ringrazio il presidente Van Nuffel e i colleghi del board della fiducia per questo ruolo prestigioso” ha detto Mantovanelli. “Non essendoci competizione tra gestori, si tratta di un’importante possibilità che vogliamo impegnarci a valorizzare. Altro punto centrale dell’attività in APE è quella di portare i nostri contributi direttamente a livello della Commissione europea in merito alle direttive comunitarie, che sempre di più influenzano l’operato futuro di noi gestori.
L’evento organizzato da Aqua Publica Europea insieme ad Acque Veronesi e a Viveracqua, si è concluso con la visita alla centrale idrica di Lonigo, che fornisce acqua a 24 comuni divisi in tre province (Verona, Vicenza e Padova): “uno degli impianti maggiormente all’avanguardia non solo del Veneto ma d’Europa” ha sottolineato Pierpaolo Florian, Direttore generale di Alto Trevigiano Servizi. “Raccontare il nostro know-how e apprendere, dal dialogo e dal confronto in presenza, quello degli altri è stata un’opportunità di grande valore per ottimizzare sempre di più la gestione della risorsa”.
Al centro didattico Acquambiente di Baone (PD), si è tenuto il Viveracqua Day.
L’evento è stato organizzato dalla nostra Academy con l’obiettivo di condividere un momento formativo focalizzando l’attenzione su temi e valori comuni alle diverse realtà territoriali.
Un’occasione di scambio e di confronto utile ad accrescere la consapevolezza del fatto che il lavoro di squadra non è solo un valido strumento per ottenere soluzioni e vantaggi per tutti i gestori, ma è prima di tutto parte integrante della nostra identità.
Agire in sinergia significa anche condividere con gli altri le proprie conoscenze ed esperienze. É per questo che, lo scorso anno, è nata Viveracqua Academy.
Nell’ambito dell’Academy le persone di Viveracqua mettono a fattor comune esperienze e culture aziendali diverse contribuendo all’innovazione dei processi e alla valorizzazione delle competenze sia soft che hard.
La giornata formativa è stata introdotta dalla Presidente di Viveracqua, Monica Manto, che ha affermato:
“Non basta costruire una rete, bisogna renderla efficiente e rafforzarla di giorno in giorno. La formazione, come percorso condiviso e trasversale, è sicuramente un nodo fondamentale nella catena di relazioni che unisce i gestori idrici del Veneto. Il Viveracqua Day e le attività svolte all’interno dell’Academy esemplificano questo legame e lo mettono alla prova. Se il singolo progetto diventa il progetto di tutti, il risultato che si ottiene è su una scala più ampia, e riguarda 12 gestori, oltre 2 milioni di utenti e 587 comuni”.
Quali sono le sfide più interessanti per le aziende del consorzio lo ha ricordato Chiara Bellon, coordinatrice del gruppo di lavoro HR di Viveracqua e Direttrice risorse umane del Gruppo Veritas che, nel presentare il programma della giornata, ha parlato di nuove opportunità sia per i gestori che per i territori serviti. Queste opportunità riguardano l’Academy nel suo complesso, un progetto che genera valore perché il confronto e la condivisione di esperienze e competenze diverse arricchiscono le persone e conseguentemente le organizzazioni.
Dopo un momento dedicato all’accoglienza di tutti i partecipanti e delle partecipanti, il Viveracqua Day ha previsto una serie di incontri, dibattiti e team building.
Al primo posto, tra i temi affrontati, quello della sostenibilità nelle sue molteplici declinazioni, proposto con un coinvolgente percorso esperienziale. Ogni giorno siamo chiamati a prendere decisioni che impattano sull’ambiente circostante e non solo. Per questo, aggiornarsi sui trend che riguardano lo sviluppo sostenibile è imprescindibile.
Un momento particolarmente suggestivo del Viveracqua Day ha visto la partecipazione di un confronto tra Luigi Mengato, esperto facilitatore di processi di apprendimento e Gianfranco Bacchi, il Capitano di vascello della Marina Militare Italiana e 122° comandante dell’Amerigo Vespucci. Con una serie di case study sono stati forniti esempi di comportamento che mostrano come si gestisce un gruppo di persone anche in situazioni critiche.
All’evento hanno partecipato tutte le aziende che fanno parte di Viveracqua: Acque del Chiampo, acquevenete, Acque veronesi, Azienda Gardesana Servizi, Altro Trevigiano Servizi, Etra, BIM GSP, Livenza Tagliamento Acque, Medio Chiampo, Piave Servizi, Veritas, Viacqua.
È online una nuova versione di Viveracqua Academy.
Viveracqua Academy è la piattaforma educativa dei gestori Viveracqua per portare nelle scuole la conoscenza del servizio idrico integrato e per supportare una didattica interattiva e multimediale.
L’innovazione del sistema scolastico e le opportunità dell’educazione digitale sono sfide alle quali tutti, cittadini privati, aziende e istituzioni pubbliche, siamo chiamati a rispondere.
Il processo di prelievo dell’acqua, la sua potabilizzazione, distribuzione, depurazione e restituzione all’ambiente è articolato e complesso.
Questo processo, per funzionare efficacemente, non implica solo il lavoro dei gestori idrici, ma anche la consapevolezza e la sensibilità degli utenti finali, a partire dai più piccoli d’età.
È per questo che è nata la piattaforma Viveracqua Academy, uno strumento educativo pensato per le scuole di ogni ordine e grado, ma adatto a chiunque voglia saperne di più sul tema dell’acqua e imparare divertendosi!
La piattaforma, realizzata in sinergia da tutti i gestori del consorzio Viveracqua, unisce in un unico strumento digitale, progetti educativi, giochi e schede didattiche sul servizio idrico integrato.
Tutti i contenuti saranno periodicamente aggiornati e integrati con nuove proposte.
Risposte alle risposte alle domande più comuni, come “quanta acqua consumi?”, ma anche istantanee che mostrano come funziona il sistema degli acquedotti o come è articolata una rete idrica.
Per accedere basta registrarsi e inserire poche, semplici informazioni. Una volta effettuato l’accesso è possibile filtrare i contenuti per “territorio” o per “argomenti”. La sezione “contatti” è invece dedicata a qualsiasi tipo di richiesta specifica.
Viveracqua Academy non mette insieme solo risorse diverse, ma anche alcuni valori fondamentali delle aziende Viveracqua: agire in maniera trasversale, cooperare con le istituzioni, mettere in campo azioni strategiche che guardano al futuro.
Ricercatori e gestori idrici a confronto sul futuro dell’acqua
Presentati oggi al Parco delle Fonti di Torrate processi e tecnologie e policy innovative per affrontare la crisi idrica e accelerare il cambiamento.
Oggi, nella Giornata Mondiale dell’Acqua, ricercatori e gestori idrici si sono confrontati su processi e tecnologie innovative per la sicurezza, la qualità e la disponibilità di acqua per il futuro al Parco delle Fonti di Torrate, a Villotta di Chions (PN), nel corso di un seminario scientifico organizzato da Viveracqua, società consortile che riunisce i gestori pubblici del servizio idrico integrato del Veneto e di parte del Friuli Venezia Giulia, e dall’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale – OGS.
Il sesto Rapporto di Valutazione sui Cambiamenti Climatici presentato lunedì dall’IPCC evidenzia come nell’Europa meridionale il rischio di scarsità di risorse idriche sia elevato anche nella migliore delle ipotesi, quella in cui il livello di riscaldamento globale sia contenuto a 1,5°C. Le Nazioni Unite hanno colto l’occasione di questa giornata mondiale dell’acqua 2023 per chiedere a tutti di fare la propria parte per fronteggiare questa sfida.
“Accelerare il cambiamento nella gestione delle infrastrutture idriche è cruciale nel contesto attuale e i gestori idrici avvertono fortemente questa responsabilità – evidenzia Monica Manto, presidente di Viveracqua, – perciò promuovono un confronto costante con il mondo della ricerca. Nel seminario scientifico di oggi sono emersi molti elementi innovativi da trasferire al più presto nella nostra operatività: dalla conoscenza approfondita delle falde sotterranee, alla protezione della risorsa già alla fonte dagli inquinanti emergenti, dal riutilizzo delle acque depurate in un’ottica di economia circolare, alla riduzione importante delle emissioni di gas climalteranti per la mitigazione degli effetti dei cambiamenti climatici. Fronti sui quali i gestori idrici del Veneto sono fortemente impegnati e già pronti a utilizzare il know how più avanzato a servizio dei territori».
“L’OGS – aggiunge Fausto Ferraccioli, Direttore della sezione di geofisica dell’OGS – ha promosso in modo molto importante la ricerca sull’acqua nell’ultimo periodo, anche grazie al costante dialogo con chi si occupa della gestione operativa della risorsa, trasferendo le conoscenze scientifiche in un fattivo supporto alle decisioni delle aziende idriche e delle istituzioni”.
Decisioni basate sui dati
Una delle attività essenziali per la gestione sostenibile delle risorse idriche è sicuramente la caratterizzazione degli acquiferi sotterranei e la creazione di modelli che descrivano il flusso sotterraneo dell’acqua e consentano di delineare con precisione le aree da salvaguardare attorno a ciascun punto di prelievo acquedottistico. La geofisica offre molteplici tecnologie in grado di esaminare gli acquiferi sotterranei: metodi come il decadimento radiometrico, la misurazione di campi elettromagnetici spontanei o l’iniezione di campi d’energia nel terreno possono restituire informazioni determinanti. L’OGS a tal proposito ha attivato un sito sperimentale a Piana di Toppo (PN), in cui i più innovativi metodi geofisici sono applicati direttamente a un pozzo per l’approvvigionamento idrico.
In collaborazione con l’Università di Ferrara, inoltre, sono stati presentati oggi al Parco di Torrate metodi geochimici per la classificazione degli acquiferi che, utilizzando marker caratteristici (l’impronta digitale di ogni corpo idrico) possono restituire informazioni sull’idoneità di un acquifero sotterraneo all’uso idropotabile o irriguo, individuare concentrazioni anomale di elementi in traccia e identificare gli scambi tra acque fresche di ricarica e quelle fossili di lungo stazionamento.
L’applicazione di questi metodi è già in fase di sperimentazione in Livenza Tagliamento Acque, all’interno dei protocolli CAMI LIFE+ e WARBO LIFE+ per la salvaguardia degli acquiferi di interesse acquedottistico nell’area compresa tra il fiume Livenza ed il torrente Cellina; tali protocolli integrano tecniche di indagine di diverse – prospezioni geofisiche, caratterizzazioni isotopiche e analisi geostatistiche – con un approccio multidisciplinare adatto indagare la complessità dei sistemi idrogeologici. I modelli risultanti costituiscono un’utile base di sostegno per la pianificazione a medio e lungo termine delle infrastrutture idriche.
Water smartness: intelligenza idrica ed economica circolare
Per favorire e supportare a lungo termine un uso dell’acqua sostenibile e responsabile è necessario però mettere in campo una combinazione di soluzioni tecnologiche, digitali e di policy. Nell’ambito del progetto europeo Horizon 2020 B-WaterSmart, Veritas coordina il Living Lab di Venezia, un hub dove si sviluppano e sperimentano tecnologie pilota e soluzioni informatiche per individuare le opportunità di valorizzazione e riuso dell’acqua in uscita dagli impianti di depurazione e dei fanghi. Si tratta infatti di risorse non convenzionali che potrebbero avere in futuro un ruolo sempre più importante nella costruzione di un’economia circolare e water-smart.
Riduzione degli sprechi
Nel territorio in cui opera Viveracqua si sviluppano oltre 47mila km di condotte acquedottistiche, con un’età media molto elevata. I gestori investono molto nel rinnovamento e nella manutenzione delle tubazioni, tuttavia le perdite idriche si attestano al 38% (Fonte: ARERA, Relazione annuale sullo stato dei servizi 2022 – dati riferiti all’anno 2021). Le risorse provenienti dalle bollette sono limitate ed è pertanto necessario concentrare gli investimenti nei tratti più critici, in modo da ottimizzare il risultato degli interventi.
Piave Servizi ha condiviso oggi l’esperienza maturata nella prelocalizzazione delle perdite idriche tramite tecnologia SAR, che prevede l’ausilio di un radar che utilizza onde elettromagnetiche, alla ricerca della firma spettrale dell’acqua potabile nel terreno, percependo le specifiche chimiche. Solo nel periodo 2020-2022 sono state intercettate e riparate 1.975 perdite, con un conseguente sensibile risparmio idrico ed energetico.
Mitigazione del cambiamento climatico
L’adattamento della gestione idrica al cambiamento climatico è stato sicuramente il tema predominante nel seminario scientifico di oggi ma i gestori idrici sono consapevoli che le proprie attività rappresentano anche una fonte di emissioni climalteranti. L’impegno è quindi di quantificare in modo sempre più preciso la carbon footprint del servizio idrico, per individuare le attività che contribuiscono maggiormente e sviluppare azioni di mitigazione. Alto Trevigiano Servizi ha riportato la propria esperienza di creazione di un inventario delle emissioni secondo la norma UNI EN ISO 14064-1 e di sviluppo di un sistema di Asset Management integrato che integra criteri di efficientamento, risparmio energetico e manutenzione proattiva finalizzate alla riduzione delle emissioni. In base a questa esperienza, il settore depurazione rappresenta la più importante fonte emissiva nell’ambito del servizio idrico integrato.
Gestione delle emergenze
Il gestore Acque Veronesi ha presentato il progetto “Salvaguardia delle risorse idropotabili e pianificazione degli interventi per far fronte alla siccità”, quanto mai attuale in questo periodo, mentre sul tema della qualità dell’acqua potabile, Viacqua ha illustrato il progetto europeo LIFE Capture, sperimentazione di una tecnologia innovativa per la rimozione dei Pfas.
“Abbiamo fatto il punto oggi su alcune delle migliori pratiche già disponibili per migliorare la gestione delle infrastrutture idriche. La sfida è ora quella di condividere al più presto queste soluzioni innovative nella nostra pratica quotidiana – conclude Monica Manto, presidente di Viveracqua – e crediamo che la società consortile possa avere un ruolo importante a livello regionale nel promuovere e facilitare l’adozione di nuovi processi e tecnologie da parte di tutti”.
Viveracqua è la società consortile che raggruppa i gestori pubblici del servizio idrico integrato del Veneto e di parte del Friuli Venezia Giulia, con un bacino di utenza di 580 Comuni e 4,8 milioni di cittadini. I soci di Viveracqua sono acquevenete (Monselice), Acque del Chiampo (Arzignano), Acque Veronesi (Verona), Alto Trevigiano Servizi (Montebelluna), Azienda Gardesana Servizi (Peschiera del Garda), Bim Gestione Servizi Pubblici (Belluno), Etra (Bassano del Grappa), Livenza Tagliamento Acque (Portogruaro), Medio Chiampo (Montebello Vicentino), Piave Servizi (Codogné), Veritas (Venezia) e Viacqua (Vicenza).
L’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale – OGS è un Ente pubblico di ricerca, vigilato dal Ministero dell’Università e della Ricerca – MUR, che opera in ambito internazionale nel campo dell’oceanografia fisica, chimica, biologica e geologica, della geofisica sperimentale e di esplorazione, della sismologia e della sismologia applicata all’ingegneria. Le competenze dell’Ente vengono applicate nel campo delle scienze della Terra, del mare e delle aree polari per contribuire alla diffusione della conoscenza scientifica e per risolvere problematiche ambientali, economiche e sociali.
La società che riunisce i gestori idrici del Veneto sostiene il nuovo master di I livello di Ca’ Foscari sulla protezione delle acque.
La veneziana Clara Zaninotto è la vincitrice della borsa di studio messa a disposizione dal consorzio Viveracqua per la partecipazione al nuovo master di primo livello dell’Università Ca’ Foscari di Venezia in Tutela e gestione della risorsa idrica.
La dottoressa Zaninotto – laurea magistrale in Giurisprudenza – è stata selezionata dalla commissione formata, tra gli altri, dai professori Marco Olivi, direttore del master, e Roberta Agnoletto, coordinatrice della didattica.
“Si tratta di una grande opportunità perché il settore del servizio idrico integrato nel quale operano i dodici gestori veneti e friulani del consorzio Viveracqua è in rapida evoluzione ed è sempre più complesso – dice la presidente di Viveracqua, Monica Manto – c’è quindi bisogno di persone preparate, capaci di operare con efficacia e competenza in tutti i campi. E’ per questo che abbiamo deciso di assegnare una borsa di studio a uno studente del nostro territorio e di sostenere il master, anche affiancando nell’attività didattica i nostri tecnici ai docenti di Ca’ Foscari”.
La dottoressa Zaninotto potrà quindi partecipare, insieme ad altri 23 studenti, al master interdisciplinare in Tutela e gestione della risorsa idrica, il cui obiettivo è formare esperti nella tutela della risorsa idrica e nella gestione del servizio idrico integrato: una figura essenziale per i gestori idrici, ma attualmente non presente nei tradizionali corsi di laurea e post laurea.
Al master parteciperanno anche dipendenti delle aziende che fanno parte di Viveracqua, nell’ambito del progetto Academy che punta a fare crescere e condividere le competenze interne di ogni singolo gestore.
Il corso è stato appositamente studiato per fornire un approccio trasversale e interdisciplinare sul tema dell’acqua, con approfondimenti politici, giuridici, economici, ingegneristici e ambientali. Sono previste 300 ore di lezioni e laboratori che toccheranno la giurisprudenza e l’etica del settore, ecologia e analisi chimica, norme sulla tutela delle acque, progettazione e gestione della filiera idrica, economia e gestione dell’acqua, controllo di gestione e del rischio finanziario. A queste si aggiungono, per gli studenti non lavoratori, 250 ore di stage presso enti pubblici o aziende private che operano nel mondo idrico e ambientale, tra questi anche uno dei gestori di Viveracqua.
L’elaborazione del “Water Safety Plan” congiunto ha portato oggi le aziende a riunirsi per testare sull’impianto acquedottistico di Villaverla le metodologie condivise e analizzare eventuali rischi e azioni da apportare per tutelare la risorsa idrica.
Un lavoro congiunto per tutelare la risorsa idrica, prevenendo e gestendo eventuali rischi per garantire con continuità la qualità dell’acqua che ogni giorno raggiunge le case dei cittadini veneti a fronte dei grandi cambiamenti climatici, dello sviluppo antropico del territorio e dell’inquinamento. Questo ciò che stanno portando avanti tutti i 13 Gestori del Servizio Idrico Integrato veneto che oggi si sono incontrati a Villaverla (Vicenza), dopo aver avviato un percorso di confronto dal 2019. Obiettivo: definire una metodologia condivisa da tutti per la gestione del rischio, sulla base delle Linee Guida dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) e delle esigenze del territorio. Un modo per mettere a sistema la forza di ogni gestore idrico rafforzando così tutta la rete, collaborando e condividendo il proprio know-how, elaborando un Piano di sicurezza dell’acqua (“Water Safety Plan”) applicabile a tutta la Regione, come richiesto dalla direttiva UE sulla qualità dell’acqua.
Questa mattina tutti i Gestori del Servizio Idrico integrato veneto, insieme all’Arpav e alla Direzione Salute e Prevenzione della Regione Veneto si sono ritrovati per il loro incontro presso l’impianto acquedottistico di Villaverla, luogo ideale per applicare sul campo la metodologia condivisa di valutazione del rischio alla fase di captazione. Una sorta di “collaudo” della gestione del campo pozzi prendendo in considerazione sia le condizioni di funzionamento ordinario che quelle in emergenza, come possono essere un periodo di siccità prolungato o uno sversamento irregolare nelle acque, e valutare l’efficacia delle azioni e interventi strutturali applicate per mitigare il rischio stesso, quali ad esempio l’applicazione di sensori e strumentazioni che possano avvisare con largo anticipo situazioni di potenziale criticità.
Un risultato importante, che giunge alla sua concretizzazione dopo 4 anni di lavoro e confronti tra Gestori idrici e realtà istituzionali e associazioni di categoria, nato anche grazie alla forza di coesione di Viveracqua, la società consortile che dal 2011 promuove la collaborazione tra i diversi attori impegnati nella gestione idrica. L’esito del lavoro congiunto sui piani di sicurezza dell’acqua andrà ora comunicato e validato dalla Regione Veneto, dal Ministero della Salute e dall’Istituto Superiore della Sanità per poi essere applicato a tutti gli acquedotti veneti.
La sicurezza e la qualità dell’acqua erogata ai cittadini è da sempre priorità per i gestori idrici del Veneto, che hanno adottato ancor prima dell’obbligo normativo un approccio olistico nella gestione della propria attività, basato su evidenze ed esteso all’intera filiera. Questo approccio, così come esperienze importanti nella gestione del Servizio Idrico Integrato, quali ad esempio la contaminazione da PFAS e l’acquedotto Regionale MOSAV, sono patrimonio su cui è stata sviluppata l’attività. Il Gruppo di lavoro multidisciplinare è costituito da tecnici qualificati ed esperti: ingegneri, medici, chimici, biologi, periti, tecnici afferenti agli Enti citati e, per quanto riguarda i Gestori, esperti di riferimento delle diverse unità organizzative (reti, impianti, laboratorio, ricerca e sviluppo etc..).
L’esperienza è stata di assoluto successo, andando oltre all’obiettivo iniziale di elaborare un metodo di gruppo: si è instaurata tra i diversi gestori del Veneto una rete di collaborazione strategica per affrontare in sinergia le sfide comuni, come i grandi cambiamenti climatici, e le problematiche del singolo Gestore e territorio.
Il Gruppo di lavoro, formato da rappresentanti di AcegasApsAmga, Acque del Chiampo, Acquevenete, Acque Veronesi, Azienda Gardesana Servizi, Alto Trevigiano Servizi, Etra, Bim Gsp, Livenza Tagliamento, Medio Chiampo, Piave Servizi, Veritas e Viacqua è, di fatto, una task force a servizio della qualità dell’acqua distribuita in tutto il territorio regionale e una Academy dove ciascuno dei partecipanti si rafforza anche grazie al know-how degli altri Gestori.
L’Università Ca’ Foscari Venezia propone un nuovo Master di I livello in Tutela e gestione della risorsa idrica in collaborazione con Viveracqua per formare i professionisti del futuro nella protezione e gestione dell’acqua. L’avvio delle lezioni è previsto a febbraio 2023 presso la Ca’ Foscari Challenge School of Environment, le iscrizioni resteranno aperte fino al 17 gennaio 2023.
La gestione dell’acqua si confronta oggi con importanti e crescenti sfide: il cambiamento climatico, le contaminazioni di origine antropica, l’urgenza di rinnovare le infrastrutture idriche e la necessità di tariffe sostenibili per la popolazione. Per un uso efficiente e condiviso della risorsa, inoltre, è necessaria un’alleanza tra tutti i soggetti che fanno affidamento sulle riserve idriche di un territorio.
Appare sempre più cruciale, quindi, un approccio trasversale e interdisciplinare al tema dell’acqua, che includa tematiche politiche, giuridiche, economiche, ingegneristiche e ambientali.
Il nuovo percorso di specializzazione proposto da Ca’ Foscari offre una risposta all’esigenza di inserire nel settore idrico figure poliedriche, in grado di integrare informazioni di diverso tipo e confrontarsi con un mondo in costante evoluzione.
«Il Master Universitario di I Livello in Tutela e Gestione della Risorsa Idrica – spiega Marco Olivi, docente dell’Università Ca’ Foscari e Direttore del Master – è lo strumento ideale per formare, in chiave interdisciplinare, esperti in tutela della risorsa idrica e gestione del servizio idrico integrato, figura attualmente assente dall’ambito delle professioni giuridico-scientifiche e tecniche fornite dai tradizionali corsi di laurea e post lauream, ma necessaria in relazione ai bisogni delle istituzioni e delle aziende.»
Viveracqua, la società consortile che riunisce tutti i gestori idrici pubblici con sede in Veneto, è tra i principali sostenitori del progetto.
«Il nostro settore richiede sempre più figure dinamiche e in grado di seguire la rapida evoluzione della materia, padroneggiando sia gli aspetti giuridici e amministrativi, sia le conoscenze in campo ambientale. Perciò è fondamentale una sinergia con le più importanti strutture formative del territorio – spiega la presidente di Viveracqua, Monica Manto. – In questo nuovo percorso universitario, le competenze dei docenti di Ca’ Foscari saranno affiancate dalle conoscenze ed esperienze dei nostri tecnici, per completare la formazione con le problematiche e le sfide vissute sul campo. Gli studenti avranno inoltre la possibilità di svolgere attività di stage o project work presso uno dei gestori idrici consorziati in Viveracqua, in funzione della disponibilità e dei vincoli organizzativi delle aziende.”
Il master coinvolgerà da febbraio 2023 a marzo 2024 un massimo di 30 allievi.
Viveracqua intende mette a disposizione una borsa di studio, a copertura totale del costo di iscrizione, riservata a un giovane candidato residenti nella Regione Veneto o presso i comuni della provincia di Pordenone. Tale borsa sarà assegnata al primo candidato utilmente collocato in graduatoria (che sarà pubblicata entro il 20 gennaio 2023) che dichiarerà, a corredo della propria candidatura tramite invio alla mail masteracque@unive.it entro il 17 gennaio 2023, di risiedere in Regione Veneto o presso i comuni della provincia di Pordenone, di non svolgere alcuna attività lavorativa retribuita e di non fruire di altra borsa di studio, pubblica e privata.
Parteciperanno al percorso formativo, per ampliare e consolidare le proprie conoscenze, anche figure che già operano per i gestori del servizio idrico integrato, in linea con gli obiettivi del progetto Viveracqua Academy, che mira a mettere in rete ed accrescere le competenze interne alle aziende consorziate.
Il Master intende inoltre partecipare, se pubblicati, ai bandi INPS per l’assegnazione di borse di studio in favore di figli e orfani di dipendenti e pensionati pubblici nonché in favore di dipendenti pubblici.
Scopri il programma completo del Master, tutti i dettagli sulle modalità di iscrizione e presentazione della candidatura alla borsa di studio nel sito web dedicato.