A Roma, Viveracqua ha aderito al Patto per la Resilienza idrica promosso da Utilitalia e presentato “Celestina”, il progetto educativo dedicato alla scuola dell’infanzia.
Dal 28 al 30 settembre, Viveracqua ha partecipato alla nona edizione del Festival dell’Acqua, organizzato da Utilitalia a Roma in concomitanza con il Forum EuroMediterraneo dell’Acqua. Tre giornate di confronto tra gestori, istituzioni, imprese e mondo della ricerca sui temi della sicurezza idrica, del cambiamento climatico e della gestione sostenibile della risorsa.
Tra i momenti centrali del Festival, la sottoscrizione del Patto per la Resilienza idrica, promosso da Utilitalia e firmato da Viveracqua insieme ad altre 63 aziende del servizio idrico, che complessivamente servono quasi 42 milioni di abitanti, pari al 71% della popolazione italiana.
Il Patto individua sei linee d’azione strategiche per rafforzare la capacità del settore di affrontare gli effetti del cambiamento climatico, superando una gestione prevalentemente emergenziale a favore di un approccio fondato sulla prevenzione.
Al centro del documento, la necessità di consolidare la gestione industriale, accelerare su innovazione e digitalizzazione, favorire la cooperazione tra operatori e integrare maggiormente infrastrutture, risorsa idrica ed ecosistemi. Un ruolo importante è riconosciuto anche alla diffusione della cultura dell’acqua e ai gestori come presidi territoriali per l’adattamento climatico.
Il Patto contiene inoltre proposte rivolte alle istituzioni e all’Autorità di regolazione per sostenere gli investimenti, incentivare l’innovazione e semplificare i procedimenti autorizzativi.
La Presidente di Viveracqua, Monica Manto, in qualità di Coordinatrice del Consiglio Direttivo Acqua di Utilitalia, ha preso parte alla presentazione del Patto e ha moderato la sessione del Festival dedicata alla circolarità nella gestione delle risorse idriche, con approfondimenti sul riuso dell’acqua, sul recupero di materia ed energia e sulla gestione sostenibile dei fanghi di depurazione.
La partecipazione di Viveracqua è stata anche l’occasione per presentare “Celestina”, il progetto editoriale dedicato ai bambini della scuola dell’infanzia, nell’ambito degli appuntamenti ospitati dal Forum EuroMediterraneo dell’Acqua.
Scritta da Maria Loretta Giraldo, illustrata da Nicoletta Bertelle ed edita da Camelozampa, Celestina è una filastrocca illustrata che accompagna i bambini alla scoperta del viaggio dell’acqua, introducendo il valore della risorsa e l’importanza della sua tutela attraverso parole in rima e immagini.
Il progetto si inserisce nell’impegno dei gestori riuniti in Viveracqua per l’educazione idrica e ambientale, una delle priorità richiamate anche dal Patto per la Resilienza idrica.
La filastrocca è disponibile in formato digitale su Viveracqua Academy, la piattaforma educativa che raccoglie libri, video, giochi e materiali didattici realizzati dai gestori per avvicinare scuole e famiglie alla conoscenza dell’acqua e del servizio idrico integrato.
Ammontano a 62,7 milioni di euro i contributi assegnati ai gestori pubblici del Veneto riuniti in Viveracqua nell’ambito dello Strumento finanziario nazionale per gli investimenti infrastrutturali e per la sicurezza nel settore idrico (SFNIISSI).
Le risorse sosterranno i progetti di Acquevenete, Alto Trevigiano Servizi, ETRA, Livenza Tagliamento Acque, Piave Servizi, Veritas e Viacqua.
Complessivamente, nove delle dodici società riunite in Viveracqua sono presenti nella prima graduatoria. Oltre agli interventi finanziati, altre sei domande, per un ulteriore valore complessivo di 59,4 milioni di euro, sono state giudicate ammissibili e pienamente coerenti con gli obiettivi dello SFNIISSI, ma non hanno ottenuto il contributo a causa dell’esaurimento delle risorse disponibili. Le proposte, che riguardano Servizi Integrati Bellunesi, Acque del Chiampo e ulteriori interventi di Veritas, Acquevenete e Viacqua, restano in attesa dello stanziamento di nuove finanze.
Gli interventi finanziati consentiranno di migliorare l’efficienza e la stabilità strutturale di reti e impianti e di accelerare la digitalizzazione del servizio. Esigenze rese ancora più urgenti dalla siccità e in generale dagli effetti del cambiamento climatico, che impongono di adeguare i sistemi acquedottistici a eventi critici sempre più frequenti.
Il finanziamento nazionale, di cui siamo grati, rappresenta un importante aiuto per un ulteriore salto di qualità per le infrastrutture idriche del Veneto, ampliando la capacità di realizzare opere che, per scala e complessità, richiedono un sostegno straordinario.
Il Master, organizzato dal Dipartimento di Filosofia e Beni Culturali di Ca’ Foscari, si distingue per il suo approccio interdisciplinare: il percorso formativo prevede infatti moduli giuridici, economici, ingegneristici, ambientali, finanziari ed etici. L’obiettivo è fornire ai partecipanti strumenti e visioni per affrontare in maniera integrata e consapevole le sfide del servizio idrico integrato e della tutela del territorio.
Dopo il successo delle edizioni precedenti, che hanno coinvolto oltre 40 iscritti provenienti da Veneto, Lazio, Toscana e Liguria, anche la nuova edizione 2026/27 manterrà una forte impronta operativa, con lezioni fruibili in modalità duale (in presenza e online), per favorire la partecipazione da tutta l’Italia.
Il programma, della durata annuale (febbraio 2027 – febbraio 2028), prevede 300 ore di attività didattica e accoglierà un massimo di 30 studenti. Le iscrizioni resteranno aperte fino al 19 gennaio 2027. Il Master è inoltre candidato alla partecipazione ai bandi INPS per borse di studio dedicate a figli e orfani di dipendenti pubblici e a dipendenti della PA.
Quello con Ca’ Foscari non è un semplice partenariato accademico: è un investimento sul futuro. Formare esperti della risorsa idrica significa, per Viveracqua, agire oggi per assicurare domani la qualità, l’efficienza e la sostenibilità del servizio idrico nel nostro territorio. Un’alleanza tra sapere scientifico, governance pubblica e know-how operativo che continua a generare valore per le comunità e l’ambiente.
Informazioni sul Master, programma completo e modalità di iscrizione a questo link.
Il sistema acquedottistico del Veneto centrale distribuisce ogni anno 30 milioni di metri cubi d’acqua tra Venezia, Padova e Rovigo. Gestori, Regione, Arpav, Ulss ed enti d’ambito hanno lavorato insieme per rafforzare controlli, prevenzione e continuità del servizio.
Ogni secondo, nel Veneto centrale, circa 950 litri d’acqua viaggiano attraverso il Savec per arrivare anche nelle zone più esposte alla carenza idrica. Questa dorsale può contare su un Piano di Sicurezza dell’Acqua realizzato da gestori idrici, Regione, Arpav, Ulss ed enti d’ambito allo scopo di prevenire, lungo tutta la filiera, i rischi per la qualità dell’acqua e la continuità del servizio.
Il Piano riguarda un’infrastruttura, prevista dalla pianificazione regionale del MOSAV approvata nel 2000, che serve circa 600 mila cittadini tra le province di Venezia, Padova, Rovigo e consente di distribuire ogni anno 30 milioni di metri cubi d’acqua. Il lavoro è stato realizzato dai gestori idrici pubblici riuniti in Viveracqua — acquevenete, Etra e Veritas, con la collaborazione di AcegasApsAmga come utilizzatore dell’infrastruttura — insieme alle principali autorità sanitarie, ambientali e di governo del servizio idrico.
Il Savec collega due grandi anelli acquedottistici e permette di trasferire acqua di buona qualità verso le aree più vulnerabili. Il beneficio per i cittadini è concreto: una rete più affidabile, verifiche meglio coordinate e una maggiore capacità di affrontare situazioni critiche senza ricadute sulla continuità del servizio.
Con il Piano di Sicurezza del Savec, il percorso dell’acqua viene ricostruito e presidiato in ogni fase, per consentire interventi tempestivi e coordinati in casi di emergenza, sulla base di regole condivise. L’obiettivo è anticipare il controllo, superando una logica limitata alla sola verifica finale della qualità dell’acqua e rafforzando il presidio lungo tutta la filiera, dalle fonti fino all’ingresso nelle reti di distribuzione ai cittadini.
Per farlo, sono stati messi in relazione, attraverso la verifica sul campo e la successiva analisi secondo gli standard ISTISAN: fonti, pozzi, centrali, condotte principali e punti di consegna ai diversi gestori. In questo modo il Savec è stato analizzato come un’unica infrastruttura, un passaggio necessario per rendere più coordinati i controlli e più sicuro il servizio per i cittadini.
Uno degli aspetti più rilevanti del percorso è stato il lavoro condiviso. Il Savec non coincide con il territorio di un solo gestore né con una sola provincia: per questo il Piano ha richiesto il coordinamento tra soggetti diversi, chiamati a mettere in comune dati, competenze e modalità operative.
«Proprio la collaborazione tra acquevenete, Etra e Veritas», aggiunge Barbara Lovisetto – Coordinatrice del Gruppo di Lavoro PSA di Viveracqua «è stata uno degli elementi più significativi: tre gestori diversi hanno lavorato sulla stessa infrastruttura, superando differenze tecniche e organizzative e costruendo una base comune per la gestione quotidiana e per le eventuali emergenze».
L’implementazione di questo Piano di Sicurezza dell’Acqua rappresenta inoltre la prima applicazione concreta del modello strutturale del Savec, che con questo lavoro è stato analizzato e organizzato con una visione unitaria.
«L’adozione di un approccio collaborativo nella stesura dei Piani di Sicurezza dell’Acqua è fondamentale non solo per assolvere a un adempimento normativo, ma per garantire nel concreto la sicurezza e la resilienza dell’intera filiera idropotabile, dalle fonti di captazione fino ai rubinetti dei cittadini», sottolinea Diego De Caprio, della Direzione Ambiente e Transizione Ecologica della Regione del Veneto.
«Il lavoro di squadra sul Savec — prosegue De Caprio — ha permesso di unire la visione strategica regionale con l’esperienza pratica dei gestori. La presenza di più gestori nel team è stata un elemento caratterizzante: per rispondere alle esigenze e alle aspettative dei cittadini serviti da un sistema così complesso ed esteso era necessario dotarsi di una squadra ampia, diversificata e qualificata».
Per Ugo Pretto – Dirigente presso il Dipartimento Regionale Qualità dell’Ambiente di Arpav, il percorso ha avuto valore anche perché ha permesso di osservare il servizio idrico da un punto di vista più ampio. «Siamo abituati a valutare le situazioni soprattutto dal punto di vista ambientale — spiega — ma questo lavoro ci ha consentito di comprendere meglio anche le sfide quotidiane di chi gestisce la rete. È stato un confronto utile tra competenze diverse, unite da uno stesso obiettivo: tutelare i cittadini e la risorsa acqua».
Pretto richiama anche l’importanza della prevenzione: «Significa conoscere le criticità già affrontate e usare queste informazioni per tutelare meglio il territorio in futuro. La condivisione è sempre un’occasione di crescita: vedere le cose con gli occhi degli altri arricchisce dal punto di vista professionale e umano».
Dal riferimento all’opera “Ceci n’est pas une pipe” di René Magritte nasce un racconto che invita a guardare oltre il gesto quotidiano: l’acqua che arriva in un bicchiere, da un rubinetto, in una doccia o dentro un secchio è il risultato di un’opera più grande, fatta di persone, infrastrutture, investimenti, competenze e tecnologia, che ogni giorno garantisce qualità, continuità del servizio e tutela della risorsa.
Al via la nuova campagna di comunicazione “Questo non è un bicchiere. È un’opera d’acqua”, promossa da Viveracqua.
Il concept creativo prende forma da un cambio di prospettiva: un bicchiere d’acqua è un’immagine semplice, familiare, quasi scontata. Ma proprio come nell’opera di René Magritte “Ceci n’est pas une pipe”, ciò che vediamo non esaurisce ciò che quell’immagine rappresenta. Dietro un gesto quotidiano come bere, aprire un rubinetto o fare una doccia c’è un sistema complesso, fatto di infrastrutture, controlli, investimenti, innovazione e lavoro quotidiano sul territorio.
La campagna si sviluppa attraverso cinque soggetti — bicchiere, annaffiatoio, rubinetto, doccia e secchio — che accompagneranno la comunicazione nelle quattro settimane successive all’avvio. A ciascun soggetto è associato un nome di fantasia, pensato per rappresentare gli utenti nei gesti quotidiani legati all’acqua e renderli parte attiva del messaggio di sensibilizzazione. Ogni immagine parte da un oggetto di uso comune per raccontare, con un linguaggio immediato e riconoscibile, il valore del servizio idrico integrato e la responsabilità condivisa nella tutela di una risorsa essenziale.
Con questa iniziativa Viveracqua mette a disposizione dei gestori una cornice comune di comunicazione, pensata per rafforzare il racconto del servizio idrico e accompagnare il dialogo che ciascun gestore costruisce ogni giorno con i propri utenti. La campagna si rivolge ai 4,7 milioni di utenti del servizio idrico integrato del Veneto e di parte del Fiuli-Venezia Giulia, per il tramite dei gestori che declinano il messaggio verso cittadini, famiglie e imprese.
La complessità e il valore del lavoro dei gestori prendono forma in numeri che raccontano la dimensione industriale, tecnica e ambientale del servizio: 48 mila chilometri di rete idrica, 22 mila chilometri di rete fognaria, oltre 500 impianti di depurazione, 105 mila campioni esaminati ogni anno e più di 2 milioni di parametri analizzati annualmente tra acqua potabile e reflua. Un sistema capillare e articolato, che richiede programmazione, competenze specialistiche, monitoraggi costanti e investimenti continui.
La campagna sarà declinata su stampa e canali digitali dei gestori soci e di Viveracqua e sarà diffusa in occasione di fiere ed eventi di settore. Per maggiori informazioni e approfondimenti sull’uso responsabile della risorsa idrica, sulle attività di sensibilizzazione e sulle iniziative informative promosse nei diversi territori, sarà possibile fare riferimento ai siti e ai canali ufficiali dei singoli gestori idrici.
Per saperne di più visita la pagina dedicata.
Prosegue il sostegno al progetto ideato da Marco Paolini per Fabbrica del Mondo e realizzato da Jolefilm, che racconta l’Italia attraverso i suoi fiumi, le rive e le comunità che li abitano.
L’acqua è una risorsa che richiede competenze tecniche, visione industriale e capacità di gestione. Allo stesso tempo, le scelte che riguardano l’acqua incidono direttamente sulla vita dei territori: sulla sicurezza idraulica, sulla qualità degli ecosistemi, sull’adattamento ai cambiamenti climatici, sull’uso del suolo e sulla disponibilità della risorsa.
È in questa prospettiva che Viveracqua riconosce il valore di Atlante delle Rive: un progetto capace di ampliare il racconto dell’acqua, portandolo oltre gli ambiti specialistici e rendendolo più comprensibile e condiviso. Parlare di fiumi significa infatti parlare di bacini idrografici, cioè di sistemi complessi in cui infrastrutture, scelte pubbliche, competenze tecniche, ambiente e comportamenti quotidiani sono strettamente collegati.
Attraverso il teatro, la narrazione e la partecipazione, Atlante delle Rive avvicina cittadini, amministratori, tecnici, artisti, scuole e comunità locali ai temi dell’acqua. Non semplifica la complessità: la traduce in un linguaggio capace di generare attenzione, consapevolezza e confronto.
Nel primo anno, il Veneto è stato uno dei territori più attivi del progetto: qui si sono svolte 38 iniziative, più della metà del totale nazionale, e ha coinvolto: studenti, cittadini, artisti, tecnici ed esperti con laboratori teatrali, incontri pubblici, spettacoli e momenti di formazione.
Tra le esperienze più significative c’è il Cantiere per un Atlante delle Rive, ospitato a Bassano del Grappa: due giornate di confronto tra giornalisti, artisti, tecnici ed esperti del settore idrico, pensate per cercare un vocabolario comune sui temi dell’acqua e per sperimentare, anche attraverso il teatro, strumenti capaci di facilitare il dialogo tra interessi, competenze e sensibilità diverse.
Sempre in Veneto, il progetto è stato presentato ufficialmente il 16 settembre al Teatro Romano di Verona, in occasione del debutto nazionale di Bestiario Idrico, il nuovo spettacolo di Marco Paolini scritto con Giulio Boccaletti. Altri momenti di ascolto e approfondimento si sono svolti a Venezia, Mirano, Padova e Treviso, confermando il ruolo del Veneto come territorio centrale nella costruzione di questa nuova narrazione pubblica dell’acqua.
Accanto al radicamento veneto, Atlante delle Rive ha già assunto una dimensione nazionale. Nel 2025 sono state realizzate 73 attività complessive, con circa 12.000 partecipanti: laboratori, incontri di formazione, spettacoli, cammini, mostre, proiezioni e iniziative pubbliche. La Giornata Mondiale dei Fiumi, il 28 settembre, ha rappresentato il primo grande appuntamento corale del progetto, con 42 eventi e l’adesione di oltre 70 realtà tra teatri, compagnie, associazioni, scuole e biblioteche.
Per Viveracqua, sostenere Atlante delle Rive significa contribuire a un racconto dell’acqua più vicino alle persone: non solo risorsa da gestire, ma elemento vivo che attraversa territori, comunità e futuro.
Per saperne di più visita il sito web dedicato.
Dalle sinergie tra gestori nasce il progetto di Viveracqua e Smart Water Management FVG che mette a sistema dati e competenze per supportare analisi e progettazione.
Piogge brevi e molto intense e fenomeni estremi sempre più frequenti rendono indispensabile disporre di riferimenti omogenei e aggiornati per leggere l’andamento delle precipitazioni e programmare interventi efficaci sulle infrastrutture idriche. Per rispondere a questa necessità è online PluviaMap Nord Est, la nuova piattaforma digitale che permette di consultare in modo semplice e immediato i dati pluviometrici utili alla progettazione idraulica in Veneto e in Friuli Venezia Giulia.
La piattaforma è stata sviluppata da Viveracqua e da Smart Water Management FVG, la rete dei gestori idrici del Friuli Venezia-Giulia: un lavoro di squadra che trasforma un patrimonio tecnico-scientifico in uno strumento operativo condiviso. Il progetto si basa su una lunga serie di osservazioni pluviometriche e su un’analisi estesa alle due regioni, costruita a partire dalle stazioni di misura complessivamente considerate e dalle serie di precipitazione per diverse durate.
PluviaMap è pensata per chi deve prendere decisioni e progettare: gestori del servizio idrico, Comuni, progettisti e tecnici. Le elaborazioni sono predisposte per una determinazione a scala comunale, assumibile come base di riferimento nei Comuni del Veneto e del Friuli Venezia Giulia, proprio perché è a questo livello che si concentrano molte attività di pianificazione e gestione del territorio.
L’utilizzo è immediato: l’applicativo WebGIS permette di consultare le curve di possibilità pluviometrica per ogni Comune tramite navigazione su mappa o ricerca per nome. Una volta selezionato il Comune di interesse, il portale visualizza i parametri necessari per calcolare, in funzione della durata e del tempo di ritorno, l’altezza di pioggia stimata, rendendo più rapida e trasparente la consultazione dei dati a supporto dei progetti.
La realizzazione tecnico-scientifica è stata curata da Nordest Ingegneria con un gruppo di lavoro dedicato; il progetto si avvale inoltre della collaborazione di ARPA Veneto e ARPA Friuli Venezia Giulia per i dati raccolti dalle stazioni in gestione, elemento essenziale per la qualità delle elaborazioni.
PluviaMap Nord Est è gratuita, disponibile online e accessibile tramite registrazione sul sito dedicato.
L’iniziativa, con la partecipazione dell’Assessore Mantovan, coinvolge le scuole dell’infanzia con una filastrocca che racconta il viaggio dell’acqua.
È stata presentata, martedì 12 maggio, nella Sala Pedenin di Palazzo Balbi Celestina, la filastrocca promossa da Viveracqua per avvicinare i bambini della scuola dell’infanzia al ciclo dell’acqua e al valore della sua tutela. Un progetto accolto nella sede della Giunta regionale del Veneto, a testimonianza dell’attenzione condivisa tra istituzioni e gestori idrici per i temi dell’educazione idrica e ambientale.
Tra rime e illustrazioni, Celestina accompagna i bambini lungo il viaggio dell’acqua: dal mare al cielo, dalla pioggia ai fiumi, fino all’utilizzo quotidiano nelle case, per poi tornare all’ambiente. Un racconto capace di coniugare immediatezza e contenuto, rendendo accessibile un tema complesso attraverso una narrazione coinvolgente.
All’evento di presentazione è intervenuta l’assessore regionale all’Istruzione, Formazione, Competenze e Cultura Valeria Mantovan. L’assessore ha sottolineato che “Educare i più piccoli al valore dell’acqua vuol dire piantare i semi di una cittadinanza consapevole e rispettosa del bene comune. Attraverso lo strumento poetico della filastrocca e la forza delle immagini, con Celestina riusciamo a trasformare un concetto complesso come il ciclo dell’acqua in un’esperienza magica e vicina alla loro quotidianità. La Regione del Veneto sostiene con convinzione questo progetto di Viveracqua, che dimostra come la sinergia tra istituzioni e gestori del territorio sia la chiave per costruire un futuro più sostenibile, partendo proprio dai nostri cittadini di domani”.
Dopo i saluti introduttivi della presidente di Viveracqua, Monica Manto, che ha richiamato il valore strategico del coordinamento tra i gestori per la diffusione di una cultura dell’acqua solida e impattante, Nicoletta Bertelle, illustratrice del volume, ha ripercorso la genesi del progetto, evidenziando il lavoro svolto con l’autrice, Maria Loretta Giraldo, nel costruire una narrazione in cui testo e immagini procedono insieme. La filastrocca dà ritmo e sequenza al viaggio dell’acqua, mentre le illustrazioni rendono visibili trasformazioni, passaggi e funzioni della risorsa, aiutando i bambini a riconoscere nel racconto gesti ed esperienze della vita quotidiana.
Silvia Garziera, referente del Gruppo di Lavoro Comunicazione di Viveracqua, ha presentato la piattaforma educativa academy.viveracqua.it, uno spazio digitale che raccoglie contenuti didattici – libri, giochi, schede e risorse multimediali – sviluppati dai gestori per supportare gli insegnanti nell’approfondimento del servizio idrico integrato.
Le dodici aziende idriche pubbliche del Veneto riunite in Viveracqua coinvolgono ogni anno oltre 45mila studenti in attività formative dedicate alla conoscenza e alla tutela della risorsa idrica. Un impegno condiviso con il mondo della scuola, che punta a rafforzare consapevolezza e partecipazione: perché solo attraverso curiosità, conoscenza e cooperazione è possibile costruire una relazione più attenta e responsabile con l’acqua e con l’ambiente.
Per sfogliare il volume e saperne di più sulla piattaforma educativa: Viveracqua Academy.
È online il trailer di “Goccia a goccia”, il podcast di Viveracqua, prodotto da Will, per raccontare come il cambiamento climatico sta trasformando la risorsa più preziosa che abbiamo.
Tempeste improvvise, siccità prolungate, fiumi che si prosciugano o esondano: i segni della crisi climatica sono ormai evidenti e toccano da vicino la vita di tutti. Al centro di questa trasformazione c’è l’acqua, la risorsa naturale che regola i ritmi del pianeta, sostiene l’economia e custodisce la biodiversità.
“Goccia a goccia – La sfida della gestione dell’acqua in un mondo che cambia” è il podcast di Viveracqua, la società che riunisce i 12 gestori del servizio idrico integrato del Veneto e di parte del Friuli-Venezia Giulia. In quattro episodi, che saranno pubblicati settimanalmente, dal 15 gennaio al 5 febbraio, il podcast esplora gli effetti del cambiamento climatico sul ciclo idrico e le soluzioni necessarie per tutelare la risorsa idrica e garantirne la disponibilità nel tempo.
Nel primo episodio “Montagna senz’acqua”, in uscita il 15 gennaio, il climatologo Luca Mercalli e la guida alpina Silvia Loreggian raccontano come anche i paesaggi d’alta quota stiano cambiando volto: meno neve, ghiacciai che si ritirano, precipitazioni sempre più irregolari. L’acqua, un tempo abbondante, oggi va gestita con cura e responsabilità.
La seconda puntata, “La morsa della siccità”, disponibile dal 22 gennaio, affronta un tema cruciale per il nostro futuro: lunghi periodi senza pioggia si alternano a piogge torrenziali, mentre le falde si abbassano e il mare risale lungo i fiumi. Con Giulio Betti, meteorologo e climatologo, e l’agricoltrice Elisa Moretto, si raccontano le esperienze dei gestori veneti – da Livenza Tagliamento Acque ad acquevenete, Veritas e Servizi Integrati Bellunesi – impegnati nel rendere le infrastrutture idriche più resilienti ai nuovi estremi climatici.
Nel terzo episodio, “Acque inquinate”, online dal 29 gennaio, il viaggio entra nelle viscere del sistema idrico: cosa succede all’acqua prima di arrivare al rubinetto? Come si garantisce la qualità in un contesto ambientale sempre più fragile? A rispondere sono Luca Lucentini (Istituto Superiore di Sanità), Tania Tellini (Utilitalia) e Stefano Dal Colle (Apat-Apicoltori in Veneto), insieme alle esperienze di Azienda Gardesana Servizi, Acque Veronesi, Acque del Chiampo, Medio Chiampo, Piave Servizi e Alto Trevigiano Servizi.
Infine, “L’eterno ciclo dell’acqua”, quarto episodio in uscita il 5 febbraio, guarda avanti, esplorando le innovazioni tecnologiche e culturali che possono restituirci un equilibrio con la natura. Con l’idrologo Edoardo Borgomeo e Bruno Bruna, insegnante e fondatore dell’associazione “Connessioni didattiche”, scopriamo i progetti di Etra e Viacqua, esempi di un modo nuovo di pensare l’acqua come bene comune e risorsa condivisa.
Scritto da Alice Facchini e narrato da Giulia Bassetto, con la cura editoriale di Mattia Battagion, “Goccia a goccia” è un podcast di Viveracqua, prodotto da Will.
“Goccia a goccia – La sfida della gestione dell’acqua in un mondo che cambia” è disponibile gratuitamente su Spotify, Apple Podcasts, YouTube e Amazon Music a partire da mercoledì 14 gennaio. Un viaggio che invita ad ascoltare il suono dell’acqua — e insieme, quello di chi ogni giorno lavora per proteggerla.
Per ascoltare trailer: Goccia a goccia | Podcast on Spotify
I Piani di Sicurezza dell’Acqua rappresentano oggi il modello più avanzato per garantire acqua potabile sicura, perché spostano l’attenzione dalla sola verifica finale alla prevenzione lungo l’intera filiera: dalle fonti di approvvigionamento fino alle reti di distribuzione. I gestori idrici pubblici riuniti in Viveracqua – acquevenete, Etra e Veritas, con la collaborazione di AcegasApsAmga quale utilizzatore dell’infrastruttura – hanno avviato ufficialmente lo sviluppo del PSA del sistema Savec, il sistema acquedottistico del Veneto centrale, una delle dorsali idriche interconnesse più significative della regione.
Il Savec interessa un’area molto vasta, comprendendo territori delle province di Venezia, Padova, Rovigo e Vicenza e, grazie all’unione di due grandi anelli acquedottistici, assicura acqua di qualità superiore, riducendo il rischio di crisi idriche nelle zone che utilizzano, a fini idropotabili, acqua prelevata dai fiumi Po e Adige.
La scelta di elaborare un unico piano condiviso nasce dalla natura stessa del Savec, che convoglia acqua di buona qualità verso territori più esposti alla carenza idrica. Considerarlo come un sistema unitario significa poterne valutare in modo coordinato il funzionamento complessivo, le eventuali vulnerabilità e le risposte più efficaci per garantire qualità dell’acqua e continuità del servizio.
Il team PSA, che coinvolge i gestori idrici e le principali autorità sanitarie, ambientali e di governo del servizio idrico – ULSS, ARPAV, enti d’ambito e la Regione Veneto Direzione Ambiente, ha completato una prima ricognizione tecnica dell’intera filiera, dai pozzi alle centrali, fino ai punti di immissione nelle reti dei diversi gestori. Nei prossimi mesi il percorso proseguirà con l’individuazione delle matrici di rischio, delle misure di controllo e con la definizione delle procedure condivise nel lungo periodo.
L’obiettivo è concludere il Piano di Sicurezza dell’Acqua del Savec entro i primi mesi del 2026, con ampio anticipo rispetto alle scadenze previste dalla normativa.
L’avvio del PSA del Savec non rappresenta soltanto un adempimento normativo, ma un investimento sul futuro del territorio: consente di rafforzare la protezione delle fonti in un contesto climatico complesso e di programmare con maggiore consapevolezza gli interventi necessari. Il risultato sarà un sistema più affidabile, una qualità dell’acqua ulteriormente consolidata e un servizio ancora più sicuro per i cittadini che ogni giorno usufruiscono di questo bene essenziale.
Con questo percorso, i gestori idrici pubblici del Veneto confermano il loro impegno a costruire un sistema idrico moderno, trasparente e orientato al futuro, mettendo al centro l’acqua e il benessere delle comunità servite.