Oltre 100 i partecipanti che hanno assistito alla presentazione di strategie e progetti per affrontare insieme la sfida del cambiamento climatico.
Per lungo tempo risorsa sottovalutata oggi l’acqua, soprattutto per gli effetti legati al cambiamento climatico, ha bisogno di maggiori attenzioni e di azioni concrete che promuovano una gestione sostenibile e un uso consapevole del suo valore.
In occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua, venerdì 22 marzo, all’H-FARM di Roncade, punto di convergenza tra formazione, innovazione e digitalizzazione, Viveracqua ha organizzato un convegno dal titolo “Non c’è più acqua da perdere: affrontare la sfida del cambiamento climatico e garantire la sostenibilità della risorsa”. Il convegno ha avuto come obiettivo identificare e discutere le opportunità di sviluppo del settore idrico alla luce della rivoluzione ambientale in atto.
Di fronte a una platea di tecnici ed esperti in tutela della risorsa idrica e dell’ambiente sono stati presentati progetti e strategie per misurare l’impatto del cambiamento climatico sulla gestione del servizio idrico integrato, accelerare il processo di decarbonizzazione, incentivare l’innovazione di strutture e processi e canalizzare gli investimenti finanziari verso un’economia maggiormente sostenibile e allineata alla tassonomia europea.
Tra i relatori docenti universitari, ricercatori, responsabili Ricerca & Sviluppo di diverse aziende idriche, autorità regionali ed esperti in finanza sostenibile e in green digital economy.
Presente anche Gianpaolo Bottacin, Assessore all’Ambiente – Clima – Protezione civile – Dissesto idrogeologico della Regione del Veneto. «Come Regione Veneto», ha spiegato l’Assessore, «abbiamo dato il via a un dettagliato piano di adattamento ai cambiamenti climatici, del valore di 3,5 miliardi di euro, predisposto con la consulenza scientifica delle principali università. Siamo però consapevoli che gli investimenti non bastano; è necessario informare e sensibilizzare i cittadini, costruendo anche una memoria storica dei fenomeni meteorologici estremi che si sono verificati in passato e che ancora minacciano la sicurezza del nostro territorio».
A partire dalla definizione dell’attuale situazione climatica regionale e nazionale, sono state tracciate le direttive volte ad aumentare le capacità di mitigazione e di adattamento ai cambiamenti climatici da parte delle aziende idriche e di tutte le strutture coinvolte nella gestione e nella tutela dell’acqua e dell’ambiente.
La riduzione dell’impronta di carbonio, il potenziale dell’intelligenza artificiale per le infrastrutture idriche, l’importanza dell’analisi dei rischi, la cooperazione la cooperazione come driver per l’evoluzione del sistema idrico integrato sono stati solo alcuni dei temi affrontati.
Tra i vari interventi anche i commenti di Monica Manto, Presidente di Viveracqua e di Alessandro Bonet, Presidente di Piave Servizi, uno dei dodici gestori idrici riuniti in Viveracqua.
«Essere competenti significa conoscere e saper fare», ha spiegato la Presidente Manto, «Viveracqua è un luogo di scambio di competenze e funge da elemento acceleratore per ricerca, innovazione e progettualità condivise per affrontare al meglio la sfida del cambiamento climatico e garantire la sostenibilità della risorsa. “Non c’è più acqua da perdere” pone proprio in primo piano la questione temporale e la necessità di accelerare la messa in campo di azioni concrete, graduali e orientate».
«A fronte del cambiamento climatico in essere, noi gestori siamo chiamati a cogliere con efficacia ed efficienza le sfide che ci vengono poste». «Piave Servizi», ha commentato il Presidente Bonet, «è lieta di aver contribuito all’organizzazione di questo seminario di studi. I mutamenti in atto ci chiedono un impegno notevole per accrescere la nostra capacità di resilienza, mantenere e migliorare i livelli del servizio erogato ai cittadini, contenendo al contempo la tariffa che è fra le più basse d’Italia. Da tempo Piave Servizi è fortemente coinvolta nel processo di decarbonizzazione, incentivando l’innovazione delle proprie strutture nell’ottica di un’economia sostenibile».
L’evento, che ha anche permesso agli ingegneri iscritti all’Ordine di acquisire 3 crediti formativi, è proseguito con altri due momenti importanti, la premiazione della foto vincitrice del concorso fotografico di Viveracqua “Acqua Protagonista” e la visita al depuratore e al bosco Belvedere di Meolo. La visita è stata un’esperienza utile a comprendere l’importanza di preservare gli ambienti naturali residui del nostro territorio per garantire i servizi ecosistemici essenziali, la sopravvivenza e il benessere della società.
Le difficoltà di accedere all’acqua potabile riguardano oggi oltre un terzo della popolazione dell’Africa subsahariana. La carenza di sistemi di distribuzione idrica provoca la necessità, specialmente per le donne e i bambini, di affrontare ogni giorno anche diverse ore di cammino per attingere a stagni, e altre fonti d’acqua spesso contaminate, infette e rischiosissime per la salute. La mancanza delle fonti di approvvigionamento provoca l’aumento del rischio di contrarre malattie come la malaria, il colera o l’ebola, patologie che interessano prioritariamente i bambini.
La presenza di risorse idriche nel sottosuolo africano è di proporzioni tali da consentire, mediante la realizzazione dei pozzi, il soddisfacimento dei bisogni dell’intera popolazione africana. Per questo motivo la Regione è ricorsa a uno strumento sperimentale per il finanziamento, anche attraverso il ricorso ad un partenariato finanziario istituzionale, di micro interventi per la realizzazione
di pozzi a beneficio dei territori maggiormente coinvolti da questa emergenza.
Si tratta del bando denominato “Realizzazione di pozzi a beneficio dei territori africani nell’ambito degli interventi di cooperazione dello sviluppo internazionale” che finanzierà progetti per il biennio 2023-2025.
In collaborazione con la Regione del Veneto, Viveracqua ha co-finanziato micro-interventi diretti alla realizzazione di pozzi a beneficio del territorio africano per un complessivo di 62.000,00 euro, con cui sono stati supportati 9 progetti, consentendo la realizzazione di 52 pozzi. Le iniziative hanno riguardato sia la rigenerazione di pozzi esistenti che realizzazioni ex-novo.
Tramite il Bando Pozzi sono risultate beneficiarie di contributo regionale le seguenti associazioni: Aid4Mada, Incontro fra i popoli, Fondazione Caritas Treviso, Progetto Dogon ODV, Asem Italia, Associazione Mwanga Onlus, Mano Amica, Amici di Angal, Amici per l’Africa che hanno attivato progetti in paesi quali Madagascar, Camerun, Mali (x2), Uganda (x2), Mozambico, Senegal e Repubblica Centrafricana.
L’impegno dei gestori veneti pubblici aggregati in Viveracqua va ben oltre la fornitura di servizi per i territori serviti per includere nelle proprie strategie azioni che rendano l’acqua concretamente un bene comune accessibile a tutti.
Si è conclusa stamattina, con la consegna dei diplomi, la prima edizione del Master di I livello in Tutela e gestione della risorsa idrica.
Ventidue i partecipanti che si sono riuniti a Venezia, nell’Aula Magna Silvio Trentin dell’Università Ca’ Foscari, per ricevere il riconoscimento formale del lavoro svolto nel corso dell’anno accademico 2022-23.
Per un totale di 300 ore di formazione e con il supporto di docenti altamente qualificati, i dipendenti delle aziende aggregate in Viveracqua e di altre utilities, oltre che giovani talenti desiderosi di approcciarsi a un settore in continua evoluzione, hanno affrontato un percorso interdisciplinare di alto livello.
“Questo è un traguardo importante che ha accresciuto il loro bagaglio culturale e premia il loro impegno nell’alta formazione dedicata alla “Tutela e gestione della risorsa idrica”. Un patrimonio che necessita di cura e di politiche di razionalizzazione, di programmazione e gestione della risorsa idrica sempre più puntuale e ponderata, viste le conseguenze dei cambiamenti climatici e la condizione di deficit idrico generalizzato che si è verificata negli ultimi anni”. Così si è espresso il Presidente della Regione Luca Zaia nel suo messaggio di congratulazioni inviato ai diplomandi e alle diplomande.
Il percorso formativo è stato strutturato con l’obiettivo di fornire tutte le competenze necessarie a operare efficacemente nell’ambito del servizio idrico integrato e, in generale, della tutela della risorsa idrica e del territorio, spaziando tra moduli giuridici, economici, ingegneristici, ambientali, finanziari ed etici.
La Cerimonia è stata anche l’occasione per ribadire l’importanza di rispondere alle sfide legate alla transizione ambientale e per rinnovare la partnership tra l’Università Ca’ Foscari Venezia e Viveracqua che proseguirà con la seconda edizione del Master di I livello in Tutela e gestione della risorsa idrica, in partenza a marzo 2024.
Anche per quest’edizione Viveracqua ha previsto l’assegnazione di una borsa di studio a totale copertura del costo del Master. La borsa di studio è stata assegnata a Paolo Humar che parteciperà al percorso insieme ad altri 23 studenti e studentesse.
Con la definizione di specifiche competenze, ruoli e percorsi formativi è possibile identificare e colmare i gap tra situazione attuale e futura, conciliando crescita personale e bene comune, a partire dall’impegno verso la risorsa idrica.
“Il Master Universitario di I Livello in Tutela e Gestione della Risorsa Idrica” – spiega Marco Olivi, docente dell’Università Ca’ Foscari e Direttore del Master – “è pensato per formare, in chiave interdisciplinare, esperti in tutela della risorsa idrica nonché in gestione del servizio idrico integrato. I diplomati e le diplomate di oggi sono forti di un profilo professionale che nessun corso universitario è in grado di fornire ma che è necessario ai bisogni delle istituzioni e delle aziende”.
“Al settore idrico occorre oggi un approccio industriale in grado di integrare innovazione, programmazione, investimenti, capacità finanziaria; ciò si raggiunge, prima ancora che con competenze specifiche, con professionisti che abbiano a cuore la finalità del servizio. Abbiamo creduto, a ragione, alla possibilità di contribuire a formare le sensibilità per questo affascinante mestiere, che si declina in numerose specialità, con il sostegno al Master organizzato dall’Università Ca’ Foscari di Venezia, nel quale abbiamo anche avuto modo di trattare i temi gestionali, forti della nostra specifica esperienza. Il valore del master è quello di fornire una visione di insieme sui vari temi che riguardano la risorsa idrica e la sua gestione a persone dotate di forti competenze specialistiche e allo stesso tempo formando anche chi risulta privo di esperienza specifica”. Questo il commento di Monica Manto, Presidente di Viveracqua.
“Solo carta igienica” è lo slogan che tutti i gestori idrici del Veneto e di parte del Friuli Venezia Giulia lanciano per porre l’attenzione su una fase molto importante del ciclo idrico integrato: la depurazione.
Domenica 19 novembre si celebra in tutto il mondo il World Toilet Day, un’iniziativa che fa riferimento agli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030, in particolare a quello che prevede di garantire a tutti la disponibilità e la gestione sostenibile dell’acqua e dei servizi igienico-sanitari.
Con questa occasione, i 12 gestori idrici pubblici riuniti in Viveracqua e AcegasApsAmga avvieranno una campagna di sensibilizzazione per il corretto uso del wc e degli scarichi e per la salvaguardia delle reti fognarie.
I cittadini, in sostanza, saranno invitati a non gettare nel proprio wc oggetti, rifiuti o materiali che non siano carta igienica.
La campagna, che verrà diffusa coinvolgendo anche i gestori ambientali che si occupano di rifiuti, sarà online da oggi fino ai prossimi mesi.
Il percorso compiuto dall’acqua non si interrompe dopo il suo utilizzo: dallo scarico rinasce a nuova vita, viene trattata e reimmessa pulita nell’ambiente.
A rendere possibile questo ciclo è il processo di depurazione, al quale lavorano centinaia di tecnici specializzati e personale operativo. Nel corso dell’ultimo anno, con 512 depuratori e 22.000 km di rete fognaria, i gestori aggregati in Viveracqua hanno depurato circa 458 milioni di metri cubi di acqua.
Tuttavia, perché il processo vada a buon fine, è necessaria la collaborazione di ogni singolo cittadino.
La depurazione è una fase fondamentale nella gestione del servizio idrico, e la campagna “Solo carta igienica” nasce proprio per spiegare alle persone che nel WC va gettata solo carta igienica perché gli altri tipi di rifiuti intasano le reti fognarie, danneggiandole, e inquinano.
Una comunicazione di natura educazionale che, avvalendosi di un video e di pratici consigli, intende stimolare l’approfondimento e diffondere una cultura dell’acqua e della sostenibilità di cui gli ambienti, gli ecosistemi e la società nel suo complesso giovano, sia nel medio che nel lungo termine.
“Il nostro lavoro non è solo garantire un’acqua buona da bere, ma anche restituirla ai corsi d’acqua con le qualità che l’ambiente merita, dandole una nuova vita”, commenta Monica Manto, Presidente di Viveracqua. Sono circa 20.000 i controlli effettuati sull’acqua depurata e 174.000 i parametri chimico-fisici analizzati ogni anno dai gestori aggregati in Viveracqua. Queste verifiche sono fondamentali per tutelare la risorsa, l’ambiente e la salute dei cittadini. L’obiettivo della campagna di sensibilizzazione, promossa da tutte le aziende idriche del Veneto, è fare in modo che i cittadini, insieme ai gestori, siano parte di un cambiamento culturale che porta responsabilità, consapevolezza e resilienza rispetto alle sfide globali”.
Al via la quarta edizione del concorso fotografico di Viveracqua “Acqua protagonista”, il contest lanciato per la prima volta nel 2017 con l’obiettivo di valorizzare il ruolo dei cittadini in quanto “ambasciatori dell’acqua”, promuovendo un approccio orientato alla consapevolezza e alla tutela della risorsa idrica.
Rivolto a tutti i residenti nei Comuni serviti dai gestori aggregati in Viveracqua, quest’anno il concorso, che ha cadenza biennale, esorta i partecipanti ad affrontare, muniti di macchina fotografica, il complesso tema dei cambiamenti climatici.
“I cambiamenti climatici sono fenomeni che spingono ognuno di noi a riflettere sul grande valore dell’acqua, risorsa esauribile e preziosa, straordinaria anche per la sua capacità di assumere forme diverse”. Questo il claim del contest, che invita i partecipanti a raccontare “in uno scatto l’infinita varietà dell’acqua”.
Il presupposto di base è che il ruolo sociale dei gestori idrici, che diventa ancora più significativo in relazione alle sfide poste dai cambiamenti climatici, necessita della collaborazione di tutti per essere espresso a pieno. Per questo i gestori riuniti in Viveracqua promuovono una cultura ambientale finalizzata alla diffusione del valore della risorsa idrica, attraverso le attività di comunicazione (come la campagna “Usa meglio l’acqua”), la piattaforma educativa Viveracqua Academy e la presenza nei più significativi luoghi di dibattito su temi di rilevanza globale.
Sottolinea Monica Manto, Presidente di Viveracqua: “Nel solo 2022 le aziende aggregate in Viveracqua hanno destinato al ciclo idrico integrato 326 milioni di euro per la realizzazione di investimenti utili a efficientare e a innovare le infrastrutture idriche in favore di sostenibilità, economia circolare e rigenerazione della risorsa. Puntando i riflettori sul valore del bene acqua, vorremmo riuscire a coinvolgere ciascun cittadino nella nostra strategia operativa e stimolare una riflessione prospettica. La varietà dell’acqua è infinita come lo è il suo valore e preservarlo significa abilitare quel cambiamento di cui tutti abbiamo bisogno per il nostro presente e per il nostro futuro”.
Professionisti e amatori hanno tempo fino al 31 gennaio per inviare i loro scatti inediti all’indirizzo mail comunicazione@viveracqua.it.
In palio per i primi tre classificati sono previsti premi in denaro dell’importo, rispettivamente, di 1.000, 600 e 400 euro, oltre alla pubblicazione delle opere selezionate dalla giuria su siti web e canali social del consorzio e dei gestori idrici soci.
La partecipazione al concorso è gratuita e aperta a tutti i maggiorenni residenti nei Comuni del Veneto e del Friuli Venezia Giulia serviti dai dodici gestori di Viveracqua.
Dal 7 al 10 novembre 2023, alla Fiera di Rimini abbiamo partecipato a Ecomondo, l’expo di riferimento in Europa su transizione ecologica, innovazione tecnologica e industriale dei servizi ambientali e green economy.
Quest’anno, per la prima volta, al Padiglione B7 – d7, Stand 013, con uno spazio espositivo di 16 metri quadri, abbiamo presentato il modello pubblico veneto per la gestione del servizio idrico integrato e abbiamo dialogato con partner e operatori del settore idrico e ambientale per presentare la nostra strategia operativa, condividendo idee e soluzioni soprattutto in riferimento alla rivoluzione ambientale in atto.
All’interno di un network internazionale, negli spazi dedicati ai convegni, sono state portate all’attenzione di partecipanti provenienti da tutto il mondo best practice, esperienze e strategie sui temi di maggior interesse nello scenario nazionale ed europeo. Si è parlato di: digitalizzazione e potenziamento delle infrastrutture idriche in relazione ai cambiamenti climatici, strumenti della finanza sostenibile, valorizzazione e riutilizzo delle acque reflue.
Con la partecipazione di alcuni membri della nostra governance ai vari eventi tematici, abbiamo portato le nostre esperienze davanti a platee vaste e diversificate, partecipando attivamente ai dibattiti.
I nostri appuntamenti:
– martedì 7 dalle 16:00 alle 17:00: “Servizio Idrico Integrato. Visione olistica, tecnologie e finanziamenti”.
Domenico Lenzi, Direttore Generale Etra Spa
– mercoledì 8 alle 12.00: intervista per presentare il modello pubblico di gestione del servizio idrico integrato in Veneto.
Monica Manto, Presidente di Viveracqua
– mercoledì 8 dalle 15.00 alle 18.00: “L’economia di domani: una green economy decarbonizzata, circolare e rigenerativa”
Monica Manto, Presidente di Viveracqua
– mercoledì 8 dalle 16.20 alle 16.50: “The challenges of the revised Urban Waste Water Treatment Directive”
Pierpaolo Florian, Direttore Generale Alto Trevigiano Servizi
– giovedì 9 dalle 11.30 alle 12.45: “Il ruolo delle reti d’impresa pubbliche per lo sviluppo di competenze e co-progettazione”
Carlo Pesce, Consigliere del CDA di Viveracqua
– giovedì 9 dalle 15.30 alle 17.30: “Availability and safety of fit-for-purpose water resources within the changing climate framework”
Monica Manto, Presidente di Viveracqua.
Per saperne di più visita il sito web di Ecomondo.
Tutela della diversità e inclusione al centro di una cultura aziendale che punta sul valore umano.
La diversità è una realtà oggettiva, l’inclusione è un valore. Questo valore va promosso e diffuso non solo per rispetto degli altri, ma anche perché crea un clima migliore nei rapporti umani e professionali e permette a ognuno di esprimere al meglio le proprie potenzialità ed è quindi un fattore di sviluppo e una chiave per il successo in ambito aziendale.
Attenta nel praticare politiche che riguardano la parità di genere e la valorizzazione delle diversità nei luoghi di lavoro, Viveracqua ha ottenuto da Bureau Veritas la certificazione UNI/PdR 125:2022, l’unico standard nazionale in materia di parità di genere, promossa anche dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.
Viveracqua conferma la volontà di valorizzare l’unicità delle persone in un contesto fortemente esposto al cambiamento e l’impegno per la creazione di luoghi di lavoro equi ed inclusivi; la società ha dimostrato di distinguersi in particolare per l’adozione di misure eque e paritarie nelle modalità di selezione e assunzione del personale, nei sistemi retributivi, di avanzamento di carriera oltre che di work-life balance, e nelle attività di prevenzione di molestie e abusi.
Il percorso di certificazione ha previsto, come primo step, la definizione di un Comitato Guida interno a disposizione di tutte e 12 le aziende aggregate in Viveracqua. Al Comitato è stato affidato il compito di diffondere una cultura aziendale basata sulla conoscenza, sull’inclusione e sulla valorizzazione del principio di uguaglianza di genere, con lo scopo di agevolare il processo di certificazione per ognuno dei 12 gestori idrici.
La verifica si è svolta da un lato analizzando dati e obiettivi misurabili, dall’altro con interviste dirette ai dipendenti.
A livello globale, il raggiungimento dell’uguaglianza di genere e dell’emancipazione di tutte le donne rappresenta il quinto dei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile che gli Stati si sono impegnati a raggiungere entro il 2030.
La certificazione Parità di genere è una delle misure previste da Viveracqua per tradurre questo obiettivo in azioni concrete.
L’obiettivo condiviso è continuare a sostenere pratiche attive per fare in modo che il diritto all’equità venga protetto e garantito in tutti i processi organizzativi e gestionali: nelle strutture che costituiscono la governance, nei gruppi di lavoro, che contraddistinguono il modo di operare all’interno della società, e nelle relazioni one to one.
Tutela della diversità e inclusione al centro di una cultura aziendale che punta sul valore umano.
La diversità è una realtà oggettiva, l’inclusione è un valore. Questo valore va promosso e diffuso non solo per rispetto degli altri, ma anche perché crea un clima migliore nei rapporti umani e professionali e permette a ognuno di esprimere al meglio le proprie potenzialità ed è quindi un fattore di sviluppo e una chiave per il successo in ambito aziendale.
Attenta nel praticare politiche che riguardano la parità di genere e la valorizzazione delle diversità nei luoghi di lavoro, Viveracqua ha ottenuto da Bureau Veritas la certificazione UNI/PdR 125:2022, l’unico standard nazionale in materia di parità di genere, promossa anche dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.
Viveracqua conferma la volontà di valorizzare l’unicità delle persone in un contesto fortemente esposto al cambiamento e l’impegno per la creazione di luoghi di lavoro equi ed inclusivi; la società ha dimostrato di distinguersi in particolare per l’adozione di misure eque e paritarie nelle modalità di selezione e assunzione del personale, nei sistemi retributivi, di avanzamento di carriera oltre che di work-life balance, e nelle attività di prevenzione di molestie e abusi.
Il percorso di certificazione ha previsto, come primo step, la definizione di un Comitato Guida interno a disposizione di tutte e 12 le aziende aggregate in Viveracqua. Al Comitato è stato affidato il compito di diffondere una cultura aziendale basata sulla conoscenza, sull’inclusione e sulla valorizzazione del principio di uguaglianza di genere, con lo scopo di agevolare il processo di certificazione per ognuno dei 12 gestori idrici.
La verifica si è svolta da un lato analizzando dati e obiettivi misurabili, dall’altro con interviste dirette ai dipendenti.
A livello globale, il raggiungimento dell’uguaglianza di genere e dell’emancipazione di tutte le donne rappresenta il quinto dei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile che gli Stati si sono impegnati a raggiungere entro il 2030.
La certificazione Parità di genere è una delle misure previste da Viveracqua per tradurre questo obiettivo in azioni concrete.
L’obiettivo condiviso è continuare a sostenere pratiche attive per fare in modo che il diritto all’equità venga protetto e garantito in tutti i processi organizzativi e gestionali: nelle strutture che costituiscono la governance, nei gruppi di lavoro, che contraddistinguono il modo di operare all’interno della società, e nelle relazioni one to one.
La motivazione: Per aver promosso e consolidato sinergie e integrazioni tra la rete delle aziende idriche del Veneto, favorendo lo sviluppo degli investimenti sul territorio.
Il premio Manager Servizio Idrico di Agici, alla prima edizione, è stato conferito dai componenti dei Comitati della Rivista Management delle Utilities e delle Infrastrutture (MUI) a Monica Manto, Presidente di Viveracqua “per aver promosso e consolidato sinergie e integrazioni tra la rete della aziende idriche del Veneto, favorendo lo sviluppo degli investimenti sul territorio”.
La cerimonia di premiazione si è svolta questa mattina a Milano, a conclusione del VI Workshop Annuale OSWI “Il PNRR: Un’occasione da non perdere per condurre il settore idrico verso l’eccellenza”, durante il quale sono state identificate e discusse le scelte di investimento e le opportunità di sviluppo del settore idrico, mettendo attorno al tavolo i gestori del SII, protagonisti dell’assegnazione dei fondi PNRR e il mondo tecnologico e finanziario, in grado di supportare il settore nelle scelte di investimento e nel processo di innovazione.
Monica Manto dal 2020 è Presidente operativo di Viveracqua e da 12 anni alla guida di acquevenete. In Utilitalia è attualmente componente del Consiglio Direttivo Acqua, dopo un’esperienza come componente della Commissione dei Garanti e da febbraio 2023 ricopre il ruolo di Coordinatore della Commissione Acque Potabili.
“Ringrazio i Comitati della Rivista MUI per il riconoscimento di questa prima edizione del premio Manager Servizio Idrico e per la motivazione che lo ha sorretto: ne sono onorata, orgogliosa ed emozionata. Efficace tutela della risorsa idrica, adattamento ai cambiamenti climatici, gestione efficiente dei fanghi da depurazione sono le direttrici su scala superiore a quella d’Ambito ottimale sulle quali si è recentemente cementata la squadra dei gestori idrici del Veneto. Creando uno spazio sicuro per il dialogo aperto, sviluppando le competenze e le capacità dei singoli, incoraggiando soluzioni innovative, anche fuori dagli schemi, abbiamo inciso reciprocamente nella nostra cultura aziendale, favorito un continuo e veloce miglioramento e stretto un patto chiaro con il territorio per una spinta agli investimenti decisa, sostenibile e solidale. Si tratta di un appassionato e impegnativo lavoro di squadra e quindi condivido questo premio con Carlo Pesce, Giancarlo de Carlo, Marco Bacchin, Andrea Chiorboli, Luigi Culpo, Pierpaolo Florian, Roberto Gasparetto, Domenico Lenzi, Silvio Peroni, Alberto Piccoli, Andrea Razzini, Carlo Alberto Voi e tutti i colleghi che sono parte di questo percorso.”
Si rinnova la collaborazione tra Viveracqua e Università Ca’ Foscari.
Per il secondo anno consecutivo sosteniamo la formazione di futuri professionisti nell’ambito della tutela e della gestione della risorsa idrica.
L’occasione è data dal Master Universitario di I livello in Tutela e gestione della risorsa idrica (a.a. 23/24) dell’Università Ca’ Foscari di Venezia – Dipartimento di Filosofia e Beni Culturali, a cui abbiamo dato un contributo sia strategico che operativo, a partire dall’elaborazione del piano didattico.
Le iscrizioni saranno aperte fino al 15 gennaio 2024 e l’avvio delle lezioni è previsto il 16 febbraio 2024.
Per progettare e gestire la filiera idrica sono necessarie infrastrutture e tecnologie all’avanguardia ma anche figure professionali specializzate e motivate.
I rapidi cambiamenti che riguardano l’ecosistema, il contesto competitivo, i processi aziendali e il quadro normativo richiedono alle organizzazioni del settore idrico capacità di adattamento e di risposta sempre più veloci. Con la definizione di specifiche competenze, ruoli e percorsi formativi è possibile identificare e colmare i gap tra situazione attuale e futura, allineando domanda e offerta di lavoro e rispondendo alle sfide legate alla transizione ambientale.
Il Master di I livello in Tutela e gestione della risorsa idrica punta su un approccio trasversale e interdisciplinare al tema dell’acqua e spazia tra moduli giuridici, economici, ingegneristici, ambientali e finanziari nonché etici per fornire tutte le competenze necessarie a operare efficacemente nell’ambito del servizio idrico integrato e, in generale, della tutela della risorsa idrica e del territorio.
«Il Master Universitario di I Livello in Tutela e Gestione della Risorsa Idrica», ha spiegato Marco Olivi, docente dell’Università Ca’ Foscari e Direttore del Master, «intende sviluppare un percorso didattico per formare, in chiave interdisciplinare, esperti in tutela della risorsa idrica nonché in gestione del servizio idrico integrato. Si tratta di un profilo attualmente assente dall’ambito delle professioni giuridico-scientifiche e tecniche fornite dai tradizionali corsi di laurea e post lauream, ma necessaria in relazione ai bisogni delle istituzioni e delle aziende».
Il programma del Master, a cui hanno partecipato, come docenti, anche alcuni responsabili tecnici delle aziende aggregate in Viveracqua, prevede un percorso che, partendo da nozioni giuridiche generali di diritto ambientale, definisce strategie e piani d’investimento per la gestione sostenibile della risorsa idrica.
«La tutela dell’acqua e dell’ambiente nel suo complesso poggia sul lavoro motivato delle persone», ha commentato Monica Manto, Presidente di Viveracqua. «Il nostro obiettivo è motivare e coinvolgere i giovani talenti per cogliere opportunamente tutte le sfide che il futuro ci riserva».
Il Master inviterà a partecipare da febbraio 2024 a febbraio 2025 un massimo di 30 allievi e allieve. L’intero corso potrà essere fruito online, in quanto le lezioni in presenza si svolgeranno in modalità “duale”, consentendo a studenti e studentesse di essere presenti in aula presso la Ca’ Foscari Challenge School of Environment – Parco Vega o collegati da remoto. Inoltre il Master intende inoltre partecipare, se pubblicati, ai bandi INPS per l’assegnazione di borse di studio in favore di figli e orfani di dipendenti e pensionati pubblici nonché in favore di dipendenti pubblici.
A questo link è possibile scaricare il programma completo del Master e tutti i dettagli sulle modalità di iscrizione e di presentazione della domanda di ammissione.